«Auguro all’Ucraina di vincere la guerra».
Le polemiche di Kiev e la risposta del regista
Parole e contropiede vincente di Ilya Khrzhanovsky, il regista russo dissidente in concorso ieri alla Mostra del cinema di Venezia con Dau, il film di tre ore e mezza che arricchisce un progetto artistico iniziato nel 2006 e narra quarant’anni di vita – da Leningrado 1928 passando per Kharkiv 1938 fino a Mosca 1968 – di un geniale fisico russo di origine greca.
Lo spiazzamento provocato dalle parole pronunciate dal suo autore davanti ai giornalisti inviati al Lido chiama in causa indirettamente il governo di Kiev che nelle scorse settimane ha contestato con diversi comunicati la partecipazione del film alla Mostra veneziana.
«La mia posizione rispetto al conflitto russo-ucraino è sempre stata molto chiara, da ancor prima dello scoppio della guerra, ancor prima dell’invasione del 2022, dalla guerra del Donbass», afferma il cineasta.











