HomeMagazineIl russo Khrzhanovsky: "Auguro all’Ucraina la vittoria"È un film, ma sembra anche un mondo intero. Dau di Ilya Khrzhanovsky, ieri in concorso a Venezia, è un...Ilya Khrzhanovsky, 51 anni, ieri a Venezia: il regista sta lavorando al progetto Dau da oltre vent’anniRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciÈ un film, ma sembra anche un mondo intero. Dau di Ilya Khrzhanovsky, ieri in concorso a Venezia, è un progetto epico e smisurato: la storia di un fisico sovietico, Dau, ispirato alla figura di Lev Landau, e attraverso di lui la storia dell’Unione Sovietica dal 1928 al 1968. Quarant’anni di scienza, potere, privilegi, sorveglianza, violenza. Un affresco che parte dall’ambizione di comprendere l’universo e finisce per raccontare quanto un sistema totalitario possa deformare la vita di un uomo.

Dau è un fisico brillante, affascinato dalla conoscenza. Ma nel laboratorio segreto in cui lavora la scienza non è libera perché deve servire lo Stato, e la paura entra nella vita quotidiana: arresti, interrogatori, torture. La dimensione più impressionante di Dau è però il mondo nel quale tutto questo accade. Khrzhanovsky non ha voluto semplicemente ricostruire l’epoca: ha cercato di farla esistere. Il progetto, sviluppato per oltre vent’anni, ha coinvolto migliaia di persone e un gigantesco set costruito a Kharkiv. E dentro quel mondo ricostruisce anche la Leningrado degli anni ’20 e ’30. La grandiosità visuale è impressionante. "Il punto di partenza era il mio interesse per l’essere umano", ha spiegato il regista, "per la nostra capacità di amare, creare ed essere liberi, di fare scelte morali e provare felicità in un mondo in cui un sistema totalitario modifica gradualmente la natura umana stessa". È questo il vero centro del film. Non soltanto la storia politica, ma l’uomo dentro la macchina del potere.