Non una ma due strutture, ad oggi mai aperte, dunque mai utilizzate. Un servizio che manca a Paternò a sostegno delle famiglie; in una società dove il compito di accudire i figli, soprattutto se in età infantile, spetta ancora alle donne, è un servizio che manca principalmente per le madri lavoratrici. La lacuna potrebbe essere presto colmata visto che sono due le strutture adibite ad asilo nido che a breve dovranno essere consegnate alla città.

Per la prima si aspetta da diversi anni ormai l’atteso taglio del nastro. Con i tempi stratosfericamente lenti di un Ente, come quello paternese, più vicini ad un bradipo che ad un normale organo di azione, ci sono voluti oltre 10 anni per il primo edificio, finanziato quando sindaco era Mauro Mangano. Per fortuna tempi più celeri anche se non rispettano la tabella di marcia inizialmente prefissata, per la seconda struttura, finanziata nel 2022, con gli interventi partiti nel 2025 e ora quasi conclusi. Da programma l’ultimazione doveva avvenire lo scorso marzo.

Il Comune, come ha evidenziato il commissario Santi Giuffré, si è dotato di un regolamento che fissa i criteri per l’assegnazione dei posti (anche questo atteso da oltre un anno). In questa fase si sta solo aspettando l’arrivo degli arredi.