Riunire la comunità dell'analogico – capace di mettere in relazione fotografi, registi, artisti, ricercatori, archivisti, aziende, collezionisti, studenti, istituzioni e appassionati provenienti dall'Italia e dall'estero – e riconoscere il patrimonio storico e industriale della Val Bormida come una risorsa attraverso cui produrre conoscenza, generare relazioni e costruire nuove progettualità.
Un bel manifesto programmatico, insomma, “Perché l’analogico è un linguaggio vivo, contemporaneo e in continua evoluzione”, affermano fieri gli organizzatori del Ferrania Film Festival, intrigante iniziativa dedicata alla pellicola in ogni sua forma: dall'11 al 13 settembre racconterà in alcuni borghi dell’eclettica Valle dell’entroterra savonese una grande storia dedicata alla fotografia, al cinema e alla cultura dell'immagine che hanno reso famoso in tutto il mondo l’enorme stabilimento omonimo alla frazione del Comune Cairese per via della produzione delle pellicole fotografiche e cinematografiche scelte da registi come De Sica, Rossellini, Steno e Pasolini per film come La ciociara (che vinse l’Oscar a Hollywood), Roma Città Aperta, Miseria e Nobiltà, Il Vangelo secondo Matteo, Uccellacci e uccellini.








