ROMA — “Ci occupiamo di cura e salute nel continente africano – dice Marta Sachy, direttrice dei programmi di Amref Italia – ma da sempre ci impegniamo anche affinché l'Africa sia vista nel modo nel modo e nelle sue dimensioni reali. Dunque, la correzione votata il 4 settembre scorso dall’Assemblea Generale dell’ONU della mappa del mondo, nata nel 1569 dalle proiezioni su carta della dimensione sferica della Terra di Gerardo Mercatore, va esattamente in questa direzione. E’ un tassello della battaglia contro un'immagine ridotta dell'Africa” Una mappa di 457 anni fa ancora diffusa. Al centro della risoluzione, presentata dal Togo a nome del Gruppo Africano, c'è appunto la proiezione del celebre cartografo fiammingo, sviluppata 457 anni fa e ancora oggi la più diffusa nei planisferi e nelle mappe digitali. Pensata per la navigazione, la proiezione ingrandisce progressivamente le superfici man mano che ci si allontana dall'Equatore: un effetto che penalizza in particolare l'Africa, che finisce per apparire più piccola di quanto in realtà non sia sia. Nelle mappe di Mercatore, ad esempio, la Groenlandia sembra avere dimensioni comparabili a quelle dell'Africa: in realtà il continente africano è circa 14 volte più grande.Con Equal Earth il reale peso geografico dei territori. Il testo approvato dall'ONU promuove l'adozione di proiezioni a superficie equivalente — come Equal Earth, sviluppata nel 2018 — capaci di restituire il reale peso geografico dei territori, in particolare nelle scuole, nei media, nelle istituzioni e sulle piattaforme digitali.L’esigenza molto condivisa di correggere lo sguardo sull’Africa. Amref, grazie a una ricerca commissionata a Ipsos, rileva che questa esigenza di correggere lo sguardo sull'Africa è già ampiamente condivisa dall'opinione pubblica italiana: l'82% degli italiani desidera un racconto più equilibrato, capace di valorizzare il potenziale del continente; una percentuale che sale addirittura all'88% tra i giovani della Generazione Z.Le parole associate all’Africa: “povertà, malattie e migrazione”. Alla domanda “quali sono le parole che associ principalmente all'Africa?”, il 67% degli intervistati ha risposto con “povertà, malattie e migrazione”, mentre il 41% associa l'Africa alle sue risorse naturali — percentuale che sale al 46% tra i Millennials. Un continente, dunque, percepito ancora soprattutto attraverso crisi e fragilità, nonostante esista una lettura più ricca e articolata sottotraccia.Una mappa che rimpicciolisce rafforza l’idea della marginalità. “Una mappa che 'rimpicciolisce' l'Africa agli occhi rinforza esattamente lo stesso meccanismo percettivo”, commenta ancora la direttrice dei programmi di Amref Italia. “Noi conosciamo un'Africa in crescita, giovane e dinamica, che ci chiede di correggere non solo le mappe geografiche, ma anche lo sguardo con cui, ogni giorno, la raccontiamo. Aggiustare questo sguardo è la chiave per cambiare la percezione visiva e con essa innescare circoli virtuosi di sviluppo comune”