Una sessione di ChatGPT controllata da un aggressore poteva impartire istruzioni nascoste a quella di un altro utente e sfruttarne gli strumenti, i file e perfino le applicazioni collegate. Nel test realizzato dai ricercatori, il sistema ha consultato Gmail per conto della vittima e ha fatto arrivare informazioni sulle sue email all’account dell’attaccante, mentre sullo schermo continuava a comparire una risposta apparentemente normale.La vulnerabilità è stata descritta l’8 settembre 2026 da Check Point Research in una ricerca firmata da Alexey Bukhteyev. Il problema riguardava l’architettura usata da ChatGPT per eseguire codice in ambienti isolati e, secondo Check Point, era già stato eliminato al momento della pubblicazione.OpenAI ha confermato ai ricercatori che l’istanza interna di JFrog Artifactory coinvolta era stata dismessa. Non risultano, nelle fonti pubbliche consultate, prove che la tecnica sia stata sfruttata contro utenti reali al di fuori delle dimostrazioni dei ricercatori.Il caso conta soprattutto per le imprese. Gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale stanno passando dalla generazione di testo all’accesso diretto a posta elettronica, documenti aziendali, repository di codice e altri servizi. Ogni nuovo collegamento aumenta la quantità di informazioni che un agente può raggiungere quando opera con le autorizzazioni dell’utente.Indice degli argomenti: