| 10 Settembre 2026 18:03 |

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(Adnkronos) –

A Oslo sono stati vietati nelle scuole. Negli Stati Uniti sono finiti nel mirino di una circolare dell’Unità antiterrorismo del dipartimento di polizia di New York come nuova potenziale minaccia alla “sicurezza e al controspionaggio”. A Londra hanno scatenato proteste soprattutto per il rischio di essere filmati a propria insaputa a bordo dei mezzi di trasporto. Gli smart glasses stanno sollevando polemiche, in diversi posti del globo, e interrogativi sui pericoli per la privacy e non solo. Anche in Italia i riflettori sono puntati sugli occhiali Meta che, facilmente scambiati per comunissimi occhiali, permettono di registrare quanti, inconsapevoli, non si accorgono della piccola luce lampeggiante all’angolo della montatura ad indicare la fotocamera attiva. “Il Garante per la protezione dei dati personali segue con attenzione l’evoluzione tecnologica degli smart glasses, dispositivi che pongono questioni rilevanti in materia di protezione dei dati personali, in particolare rispetto alla raccolta non sempre percepibile di immagini e voci di terzi”, afferma all’Adnkronos il presidente del Garante per la protezione dei dati personali Pasquale Stanzione.