La presa di coscienza di Bruxelles, ormai decisa a porre fine alla concorrenza sleale del Dragone, non spingerà Pechino verso una crisi esistenziale. Anzi, la Cina proverà ancora una volta a spaccare il Vecchio continente. Ma l’Ue ha degli assi da giocare

Ora che l’Europa ha finalmente alzato la testa e detto basta alla concorrenza malsana e distorsiva della Cina, che cosa farà Pechino per non perdere terreno? Reagirà a brutto muso o metterà in atto le sue vecchie tattiche un po’ subdole? Per gli esperti del Brookings ci sono davvero pochi dubbi, il Dragone farà quello che ha sempre fatto: dividere, spaccare il Vecchio continente. E, soprattutto, vendere cara la pelle. “L’attuale traiettoria degli scambi commerciali tra Ue e Cina serve gli interessi della Cina. Pechino userà incentivi e pressioni per mantenere il suo libero accesso al mercato comune europeo, che è l’unico grande spazio al mondo con un elevato potere d’acquisto che rimane aperto alle crescenti esportazioni cinesi. La Cina potrà anche mostrare a parole comprensione per le preoccupazioni europee, ma non offrirà alcuna concessione né significative limitazioni volontarie alle sue esportazioni. Se si vuole assistere a un riequilibrio delle relazioni commerciali tra Ue e Cina, sarà l’Europa a doverlo avviare”, premette il Brookings.