La Formula 1 cambia indirizzo per il Gran Premio di Spagna 2026. Questo fine settimana si corre per la prima volta al Madring, il circuito realizzato attorno al polo fieristico della splendida Madrid. Il nome da imparare subito è quello della Monumental: oltre mezzo chilometro di curva sopraelevata, al centro delle valutazioni tecniche della vigilia. L’appuntamento riporta il Mondiale nella regione della capitale a 45 anni dall’ultima gara disputata al Jarama, nel 1981.

Alla scoperta del Madring

Il nastro d’asfalto misura 5,4 chilometri e comprende 22 curve, con sezioni permanenti raccordate alla viabilità dell’area fieristica. Il disegno alterna allunghi, cambi di quota e tratti più tortuosi: alcuni dislivelli sono stati creati utilizzando la terra recuperata dagli scavi. Tra i punti dove si può potenzialmente tentare un attacco ci sono sicuramente la curva 13, subito dopo la Monumental, e la 19.

La curva 12, detta la Monumental per l’appunto, è lunga 550 metri ed è caratterizzata da pendenza trasversale del 24%. Nelle valutazioni preliminari della Pirelli viene indicata come il punto con il carico verticale sugli pneumatici più elevato della stagione, per la combinazione tra inclinazione e lunghezza. Sempre secondo il fornitore di pneumatici, Madrid rientra fra i cinque circuiti più impegnativi del calendario dal punto di vista energetico, con sollecitazioni laterali paragonabili a quelle di Barcellona e Silverstone.