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Giovedì sera il Como farà il suo esordio in Champions League, il torneo di calcio più importante d’Europa. Lo farà nel suo stadio, il Giuseppe Sinigaglia, ed è una cosa che a maggio, quando la squadra si qualificò per la Champions League, era tutt’altro che scontata. Per giocare in Champions League una squadra deve indicare uno stadio – in genere il suo stadio, in cui gioca le partite in casa – che rispetti il regolamento della UEFA, che organizza il torneo. A maggio lo stadio del Como non lo rispettava. Nemmeno lo rispettava ad agosto: è stato omologato ufficialmente solo sabato scorso.
Il Sinigaglia si fa notare perché è vicino al centro e in riva al lago: Gianni Brera, tra i più noti giornalisti sportivi italiani, lo definì «lo stadio più bello del mondo». Negli ultimi anni ci vanno anche diverse celebrità, invitate dalla società per motivi di marketing.
Da sinistra: l’ex calciatore Raphaël Varane, l’attore Hugh Grant e sua moglie Anna Eberstein durante Como-Parma del 19 ottobre 2024 (Jacopo M. Raule/Getty Images for Como 1907)
Ma il Sinigaglia – che deve il suo nome a un canottiere comasco nato a fine Ottocento – è anche uno stadio vecchio, che negli ultimi anni è stato messo a posto più volte nel tentativo di adeguarlo alla rapidissima crescita della squadra che ospita. Grazie alla sua ricchissima società e a un’ottima gestione sportiva, in sette anni il Como è passato dalla Serie D alla Champions League, a cui si è qualificato arrivando quarto in Serie A. Ora è tra le squadre più forti d’Italia, ritenuta pronta per fare bene in Champions League.











