Il burattino più amato d'Italia quest'anno compie 145 anni e alla sua “favola senza tempo” Sergio Vespertino hadedicato il nuovo spettacolo che venerdì 11 settembre alle ore 21 e domenica 13 settembre alle ore 18 torna inscena al Teatro Agricantus di Palermo diretto da Vito Meccio, che lo produce.

“Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato” scritto dallo stesso Vespertino con Marco Pomar e dedicato alcelebre personaggio nato dalla penna di Carlo Collodi nel 1881, è un monologo che scorre tutto d'un fiato,accompagnato dalle note della fisarmonica di Virginia Maiorana e dalle installazioni scenografiche di CarloDe Meo. In scena Vespertino non lesina voli pindarici e offre spunti godibili per nuove riflessioni: critica iltroppo buonismo per sostenere le ragioni di Pinocchio, ripercorrendo le sue avventure con l'animo di un vegetalesenza radici che non vuol star fermo, di un burattino senza fili che non può morire.

Nato da un pezzo di legno, Pinocchio non vuole sottostare alle rigide regole del mondo adulto, forse neltentativo di preservare la sua autenticità e in contrapposizione all'artificiosità della società civile.

In questo monologo, nuovo tassello di quel brillante teatro di narrazione a cui è approdato il mattatorepalermitano, Vespertino si schiera apertamente dalla parte di Pinocchio, bacchettando più volte Carlo Collodi, caduto nella trappola dell'omologazione. Non è infatti un segreto che nella prima versione l'autorefiorentino aveva previsto ben altro finale. Vespertino si diverte ad affrontare i personaggi della celebre fiaba e atirar fuori errori, note stonate, passaggi impossibili e azioni dimenticate, offrendo una narrazione frizzante eironica.