di Angelo Palazzolo
L’Atto Senato 1004 (il disegno di legge noto come “ddl Antisemitismo”) produce, in un sol colpo, un duplice disastro: danneggia l’immagine delle comunità ebraiche e discrimina tutte le altre minoranze, escluse da una tutela analoga.
L’ipocrisia sta tutta nelle firme in calce al testo: i promotori sono tre senatori della Lega (Romeo, Pirovano e Bergesio), cioè gli esponenti di un partito cresciuto proprio sull’ostilità verso il diverso. Perché creare uno scudo su misura per una sola comunità e ignorare le altre? La popolazione islamica, colpita da un’islamofobia diffusa quanto l’antisemitismo, non meriterebbe forse le medesime garanzie? E che dire della comunità russa? Oggi la russofobia non solo viene sdoganata, ma si vorrebbe persino criminalizzare il suo opposto, cioè la russofilia, come prospettato da un altro testo intriso di illiberalismo e incostituzionalità: lo “Scudo Democratico” proposto da Carlo Calenda.
Ma entriamo nel merito di questo disegno di legge. Sebbene si tratti di un testo brevissimo (appena tre articoli), la premessa chiarisce fin da subito la parzialità ideologica dei promotori. Nel preambolo si legge infatti: “Dopo il terribile attacco terroristico del 7 ottobre (…) i focolai di antisemitismo già presenti in tutta Europa (…) si sono estesi e propagati sotto la veste di antisionismo, dell’odio contro lo Stato Ebraico e del suo diritto ad esistere e difendersi. La moltiplicazione di episodi antisemiti si è in parte fondata (…) sul negazionismo delle violenze, soprattutto contro le donne e i bambini, perpetrate il 7 ottobre e su un radicale rifiuto di Israele”. Si tratta di una ricostruzione del tutto falsa.










