Isenatori riformisti del Pd, che avevano firmato il ddl Delrio sull'antisemitismo, non sottoscriveranno il disegno di legge ufficiale del partito redatto dal senatore Andrea Giorgis ed oggi discusso all'assemblea del gruppo.

Lo ha detto ai giornalisti lo stesso Graziano Delrio.

Delrio ha spiegato di ritenere necessaria una legge specifica contro l'antisemitismo, mentre il ddl Giorgis vuole contrastare le discriminazioni, tra cui quelle antisemite.

"Lo sforzo fatto da Andrea Giorgis ha prodotto un testo rigoroso per ciò che riguarda lo spettro delle azioni di contrasto all'antisemitismo e alle altre forme di odio e discriminazione. E questo sforzo è stato fatto ascoltando e coinvolgendo molte istanze esterne: comunità culturali, studiosi, intellettuali. Il ddl che oggi depositiamo è un testo moderno e costituzionalmente consapevole, che sceglie la via della prevenzione (scuola, cultura, dati, territorio) e costruisce una governance stabile, includendo l'antisemitismo dentro una strategia contro odio e discriminazioni, senza alimentare alcuna polarizzazione", ha detto il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenendo all'assemblea del gruppo del Pd.

"La lotta all'antisemitismo è un banco di prova della qualità democratica di uno Stato. L'antisemitismo ha attraversato la storia europea come una costante, capace di riemergere in forme sempre nuove, e in Italia ha conosciuto una tragica responsabilità istituzionale con le leggi razziali del fascismo. Per questo, permettetemi, farci indicare una strada dagli eredi di chi quelle leggi ha scritto suona quasi come una beffa. La Repubblica non può limitarsi alla condanna rituale: ha il dovere di prevenire, educare e intervenire".