Bologna, 10 settembre 2026 – In 7 anni, Francesco Guccini, scomparso lo scorso 6 agosto a 86 anni, ha riscritto le proprie volontà. E le differenze sono profonde tra il testamento pubblico firmato il 17 dicembre 2015 davanti al notaio Lorenzo Luca e quello sottoscritto il 19 gennaio 2022 davanti al notaio Luigi Stame.
Nel primo documento la figlia Teresa riceveva un articolato pacchetto di beni: il 100% delle quote della Limentra Srl e di Edizioni Musicali L'Alternativa Srl, immobili a Bologna (non la casa di via Paolo Fabbri), il 50% della liquidità e degli investimenti finanziari e metà dei proventi economici dei diritti d'autore. Alla moglie Raffaella Zuccari, nominata erede universale, andava quanto non espressamente attribuito alla figlia.
Il testatore Guccini “aveva previsto che la parte musicale fosse più di competenza della figlia, mentre la letteraria alla coniuge – ha spiegato il notaio Luca –. Inoltre aveva previsto che anche le decisioni sulla gestione delle sue opere fossero sempre condivise". Nel 2022 opta invece per gestione, sfruttamento e amministrazione dei diritti derivanti dall'attività artistica che spettano esclusivamente a Zuccari.
La richiesta di collaborazione tra Zuccari e la figlia











