«Le piattaforme sono sature e Corepla non le sta svuotando perché sono piene sia del rifiuto della nuova plastica, sia di quella riciclata, che non si riesce più a vendere, perché tanti imprenditori preferiscono la materia vergine, che è meno costosa». È l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Debora Ciliento, a fotografare senza giri di parole una crisi di carattere nazionale, che anche nel Salento sta diventando ogni giorno più pesante. La plastica si accumula nei piazzali, nelle attività commerciali, nelle abitazioni e nei siti di stoccaggio, mentre cresce la pressione istituzionale nei confronti di Corepla. Ager, l’Agenzia territoriale per il servizio di gestione dei rifiuti, ha infatti inviato una nota formale al Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, chiedendo entro 24 ore una programmazione certa dei ritiri e riservandosi, in caso contrario, «ogni possibile iniziativa» per tutelare i Comuni pugliesi.

La situazione più critica riguarda proprio la provincia di Lecce, dove cresce il numero dei comuni che sospendono la raccolta. Nella lettera datata 7 settembre, Ager parla di «gravi, sistematici e ingiustificati ritardi» nel ritiro degli imballaggi in plastica presso i Centri comprensoriali pugliesi, collegati al rallentamento nazionale del mercato. Durante l’incontro del 3 settembre, il Consorzio aveva assunto l’impegno di dare priorità proprio alla provincia di Lecce, quella maggiormente in sofferenza: un impegno che, secondo l’Agenzia, è rimasto finora inevaso.