“Il caso tesseramento? Ha dell’incredibile”. Così il presidente della Figc Giovanni Malagò è tornato sulla sua incandidabilità in Federcalcio a causa del mancato tesseramento in federazione. Lo ha fatto a margine di un panel sui grandi eventi a Roma, chiarendo che non si tratta di un cavillo, ma di “una dinamica interpretativa”, che “guarda caso”, “vale solo ad personam”, ha spiegato il presidente della Figc. Il tutto a distanza di due giorni da quando il procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, ha respinto la richiesta di archiviazione da parte della Figc sul suo mancato tesseramento: per essere eletto presidente della FederCalcio doveva prima esserne iscritto. E non lo era.
“Se mi aspettavo così tanta politica nel calcio? Onestamente me lo aspettavo, però pensavo che dopo la prima, la seconda e la terza volta uno si fermasse, invece evidentemente c’è per certi versi una forma di affettuosa ossessione – ha aggiunto -. Questa non è una cosa che fa piacere, ma è un dato di fatto sul quale certamente sono molto sereno“. A chi gli chiede se questa vicenda possa danneggiare il dossier della Figc per Euro 2032, Malagò ha replicato che “questa è una domanda giornalisticamente intelligente. Se rispondo no, non sarei sincero, se rispondo sì sbaglierei perché non devo dare preoccupazioni”.











