di
Monica Colombo
Il presidente incontra la Lega di B e Simonelli difendendo la sua elezione dopo i dubbi sul tesseramento. Ma cresce l'attesa per martedì 15, quando la giunta del Coni potrebbe decidere sulla sua decadenza
«Sono sereno» dice Giovanni Malagò a Milano per incontrare la Lega di B e il presidente della Serie A, Ezio Simonelli. Il concetto viene ripetuto alle componenti e a chi lo intercetta all’uscita dagli uffici di via Rosellini. «Credo sarebbe sbagliato adesso raccontare tutta la storia. Mi sembra che la conoscano tutti molto bene», dice il presidente della Figc, la cui elezione è stata messa in dubbio. Come è noto, la sua candidabilità è stata posta in dubbio dall’interpretazione che il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer ha dato dell’art.29 dello Statuto della Figc. Di cosa si discute? Sull’«essere in regola con il tesseramento» per correre alla poltrona di guida della Federcalcio.
I venti della politica soffiano in una determinata direzione. Malagò però non si sbilancia. «Non sono preoccupato. Aggiungo che ci sono precedenti che sono fin troppo evidenti rispetto a quella che è la storia. Regia politica dietro questa vicenda? Diciamo che è qualche mese che si sono tentate strade diverse dalle dinamiche di consenso elettorali che ci sono state».Prima di rilasciare queste dichiarazioni Malagò ha incontrato per la prima volta i presidenti della Lega di B.







