Nel paese c’è sempre stato scetticismo verso i condizionatori per paura dei problemi che possono causare alla salute. Ma dopo le ultime ondate di caldo in molti hanno cambiato idea
Domenico Rizzo, quarant’anni, fa il fornaio in Sicilia e ha sofferto il caldo. Per anni, durante le afose estati italiane si è rifiutato d’installare i condizionatori nel suo panificio per paura che l’aria fredda gli provocasse dei dolori muscolari.
Tre anni fa si è arreso e ne ha messo uno, usandolo soprattutto per deumidificare il locale e non per raffreddarlo (l’aria condizionata, dice, secca il pane). Anche a casa la sera deve accendere l’aria condizionata per rinfrescarsi dopo una giornata passata a sfornare il pane. “L’aria condizionata mi fa male alle spalle, al collo e mi provoca crampi di ogni genere”, si lamenta Rizzo. Ma, aggiunge, “come si può vivere senza?”.
**La ventilazione non basta **
Per generazioni gli italiani hanno evitato l’aria condizionata, ritenendola una minaccia per la salute e citando ricerche scientifiche secondo cui chi vive in ambienti raffreddati artificialmente ha più problemi respiratori rispetto agli altri. Molti italiani condividevano l’idea che un “colpo d’aria” potesse provocare torcicollo, tonsillite, crampi muscolari e ogni sorta di malattie respiratorie.






