Arezzo, 10 settembre 2026 – Tra meno di una settimana molti studenti torneranno sui banchi di scuola. Per alcuni sarà l’inizio di un nuovo percorso di crescita, per altri l’ultimo passo prima dell’ingresso nel mondo del lavoro. Ed è proprio in questo momento che diventa necessario interrogarsi su una domanda fondamentale: stiamo formando i professionisti di cui l’Italia avrà realmente bisogno nei prossimi decenni?

Per il settore del verde ornamentale e della gestione del paesaggio, la risposta è ancora insufficiente. Le imprese del comparto si trovano sempre più spesso ad affrontare una difficoltà concreta: la ricerca di personale qualificato. «Ogni giorno – sottolinea Saimo Iebba, Presidente provinciale di Confartigianato Imprese del Verde – ci confrontiamo con aziende che cercano figure professionali preparate e fanno fatica a trovarle. Non manca necessariamente la volontà di lavorare, ma manca soprattutto una formazione specifica, strutturata e aggiornata, capace di preparare giovani tecnici a una professione che oggi è diventata estremamente complessa».

Per troppo tempo, infatti, il mestiere del giardiniere è stato raccontato come un’attività semplice, da apprendere quasi esclusivamente attraverso l’esperienza sul campo. Una rappresentazione che non corrisponde più alla realtà. Oggi il professionista del verde è una figura altamente specializzata, chiamata a prendere decisioni che incidono direttamente sulla qualità dell’ambiente in cui viviamo, sulla sicurezza delle persone, sulla salute delle piante e sulla capacità delle città di affrontare gli effetti del cambiamento climatico.