I giudici del Riesame di Roma hanno respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante della bomba piazzata a ottobre 2025 davanti alla casa di Pomezia del giornalista ed ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Per l'indagato è stata confermata l'aggravante del metodo mafioso.

L'avvocato Sergio Cola, difensore di Lavitola, ha annunciato ricorso in Cassazione.

Ranucci vuole Report. «Posso condurre con Di Pasquale»

Intanto la procura di Roma avvierà nuovi filoni investigativi: riguarderanno sia i buchi nelle chat tra Lavitola e Ranucci sia la rete finanziaria del faccendiere. La procura è anche pronta a chiedere l’estradizione di Clesio Gomes Tavares, il cittadino camerunense attualmente latitante in Africa e accusato di essere stato l’intermediario tra Lavitola e la banda che ha materialmente eseguito l’attentato al giornalista. I pm starebbero concludendo la traduzione in francese degli atti per poi inviare una rogatoria internazionale propedeutica alla richiesta di estradizione.

«Ranucci era il mio riscatto»: l’ultima versione di Lavitola