Resta in carcere Valter Lavitola, reoconfesso di essere il mandate dell'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Lo hanno deciso i giudici del Riesame di Roma respingendo l'istanza dei difensori. Confermata per l'indagato l'aggravante del metodo mafioso. L'avvocato Sergio Cola, difensore di Lavitola, ha annunciato ricorso in Cassazione.

“Non condividiamo decisione Riesame” «Il tribunale del Riesame ha confermato l'ordinanza cautelare. Chiaramente noi rispettiamo in pieno quelle che sono le decisioni della magistratura, anche se non le condividiamo assolutamente sia in fatto che in diritto. Ora attenderemo che siano depositate le motivazioni che arriveranno entro 45 giorni ma già oggi presenteremo ricorso in Cassazione, quindi per saltum, contro l’ordinanza del gip che ha rigettato la nostra richiesta sulla perdita di efficacia della custodia cautelare che riteniamo sia ampiamente fondata». È quanto afferma l’avvocato Sergio Cola, difensore di Valter Lavitola. L'attentato a Campo Ascolano (Ottobre 2025) La sera del 16 ottobre 2025, un ordigno posizionato vicino all'auto di Sigfrido Ranucci esplode davanti alla sua abitazione a Campo Ascolano (Pomezia). La bomba distrugge l'automobile del giornalista, ma fortunatamente non provoca vittime o feriti. L'evento fa scattare un'immediata inchiesta per individuare responsabili e movente, data la natura esposta del lavoro d'inchiesta di Ranucci.