Sono state circa 332mila le domande di protezione internazionale presentate nei Paesi Ue e nei quattro Paesi associati nell'area Schengen nel primo semestre del 2026, il 17% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Emerge dal rapporto dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (Euaa). Si tratta del dato più basso registrato in un primo semestre dal 2021 e, escludendo gli anni della pandemia, del più basso dal 2019. Il calo riflette sia il cambio nella composizione delle nazionalità dei richiedenti, legato alla transizione politica in Siria, sia gli sforzi Ue nella cooperazione con i Paesi di origine e di transito.
Le domande presentate da cittadini afghani, circa 39mila, sono diminuite del 7% su base annua, dopo l'impennata registrata alla fine del 2025, dovuta in larga parte a richieste ripetute presentate da donne afghane già presenti nell'Ue+. In calo anche le domande provenienti dal Venezuela, circa 33mila, diminuite di quasi un terzo rispetto all'anno precedente: il 93% è stato presentato in Spagna. I cittadini del Bangladesh, con circa 20mila domande, si confermano invece tra le nazionalità più rappresentate, con un aumento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2025.











