Tutti giudici del giorno dopo
Antonio Picasso
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È tutta colpa di Netanyahu. L’ha scritto Haaretz. È parola del Signore. Tutti d’accordo con la testata più “anti-Bibi” d’Israele. Governo egiziano, Emirati Arabi, stampa inglese. Tutti dicono di averlo avvertito. Però oltre a questo manco loro avrebbero fatto nulla. L’arcipelago pro-Pal è sempre pronto a mettere il ventilatore di fronte alla montagna di fango. A un mese e mezzo circa dal voto in Israele, quale altra ghiotta occasione per schizzare condanne sull’immagine del premier, a tal punto da oscurare le responsabilità di Hamas nel pogrom del 7 ottobre 2023?
A casa nostra, uno a caso, Fratoianni, chiede l’arresto di Netanyahu. Non si capisce a che titolo lo faccia un parlamentare italiano. Però vabbè. In ogni caso, se vuoi dietro le sbarre il leader del Paese attaccato, dei suoi carnefici cosa vuoi fare? Onestamente, possiamo dire che saranno gli elettori ed eventualmente la magistratura a decidere se le accuse di Haaretz siano vere? A scrivere o meno la parola fine della vita politica di Benjamin Netanyahu?











