L’abitazione principale pesa meno, i figli incidono di più nel calcolo dell’Isee e l’Assegno unico supera, in alcuni casi, i confini nazionali. Non è un aumento uguale per tutti, ma una revisione che può alleggerire l’indicatore economico e far salire la rata per molte famiglie.
La svolta dell’Isee “familiare”
La novità che incide più direttamente sugli importi non è una maggiorazione automatica dell’assegno, ma l’introduzione, dal 1° gennaio 2026, di un indicatore dedicato: l’Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione. È questo valore, più favorevole rispetto all’Isee ordinario in una serie di situazioni, che l’Inps utilizza per determinare l’Assegno unico a partire dalla mensilità di marzo 2026.
Il nuovo indicatore non sostituisce l’Isee ordinario in ogni ambito. Si applica esclusivamente a cinque misure: Assegno unico e universale, bonus asilo nido, bonus nuovi nati, Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro. Per università, servizi comunali, agevolazioni sulle utenze e altre prestazioni continuano invece a valere gli indicatori previsti dalle rispettive discipline.
Più peso ai figli nella scala di equivalenza











