Per mesi le indiscrezioni hanno indicato come nome più probabile “iPhone Ultra”. Sono stata scettica fin dall’inizio. Ultra suggerisce una posizione all’interno di una gamma esistente, il vertice dell’offerta iPhone, con prezzo e posizionamento in concorrenza con il Pro Max. Apple, invece, sta introducendo una nuova categoria e il nome doveva comunicarlo. Duo descrive ciò che fa il prodotto. Surface Duo, il primo tentativo di Microsoft con questo formato, si apriva mostrando due pannelli fisici separati da una cerniera centrale. Il display interno di Apple può funzionare come due aree distinte oppure trasformarsi in un’unica superficie per i contenuti. Il nome descrive entrambe le modalità. Apple è stata molto esplicita su ciò da cui voleva prendere le distanze. Durante il keynote ha descritto molti pieghevoli oggi sul mercato come due telefoni uniti insieme, con un rapporto d’aspetto quasi quadrato che penalizza lo scorrimento verticale e lascia grandi bande nere durante la riproduzione dei video. La soluzione di Apple consiste nell’utilizzare per lo schermo interno e quello esterno lo stesso rapporto tra base e altezza di 1:1,4, in modo che il passaggio dall’uno all’altro risulti continuo. La categoria non è certo nuova. Samsung produce smartphone pieghevoli dal 2019 e negli anni sono arrivati Google, Motorola e diversi marchi cinesi. La concorrenza si era preparata da tempo all’ingresso di Apple, con Samsung che quest’anno ha ulteriormente ampliato la propria gamma di foldable proprio mentre si avvicinava il debutto dell’iPhone pieghevole. Samsung prepara i nuovi smartphone pieghevoli: la sfida è arrivare prima dell’iPhone Ultra di Apple. E poi c’è il prezzo Duo parte da 1.999 dollari per 256 GB e arriva fino a 2 TB. Le indiscrezioni erano arrivate a ipotizzare 2.500 dollari, una cifra che lo avrebbe collocato al di sopra di qualsiasi pieghevole Android e trasformato in un prodotto da vetrina. A 1.999 dollari Apple si posiziona invece dove si trovano già gli altri. Rimane comunque 700 dollari sopra iPhone 18 Pro Max, che parte da 1.299 dollari. In Italia i prezzi sono rispettivamente di 2.389 e 1.639 euro, quindi la differenza è simile: 750 euro. Il listino suggerisce che, anche se Apple potrebbe inizialmente essere limitata dalla capacità produttiva, venderà tutti gli esemplari che riuscirà a produrre. E dice anche che questa è una categoria sulla quale Apple intende investire seriamente. Il prezzo era stato uno dei grandi interrogativi fino alla vigilia della presentazione. Le stime oscillavano tra poco più di 2.000 e circa 2.500 dollari, tanto da far pensare alla nascita di una fascia superiore persino a quella dei Pro Max. Prezzo, caratteristiche e design: tutto quello che sapevamo prima del lancio. L’hardware è all’altezza La cerniera è composta da oltre cento elementi di precisione, con supporti in fibra di carbonio, una resistenza che varia durante il movimento e magneti integrati che garantiscono una chiusura netta. È soprattutto il lavoro sul display a rispondere alla questione della piega. Apple porta per la prima volta su iPhone la finitura nano-texture, utilizzando un polimero personalizzato che, secondo l’azienda, è fino al 40 per cento più rigido rispetto ai materiali normalmente utilizzati dal settore. Sopra e sotto il pannello OLED ci sono vetri ad alta resistenza, tra gli strati adesivi viscoelastici e, sotto il tutto, una piastra in titanio. Il risultato è una superficie opaca, visivamente piatta e più resistente ai segni e alle impronte che hanno caratterizzato i pieghevoli con rivestimenti plastici. Già ad agosto, quando erano emerse le prime impressioni di chi aveva provato i prototipi, portabilità, cerniera e nuovo software apparivano come i punti sui quali Apple aveva concentrato maggiormente il lavoro. iPhone Ultra, c’è già chi lo ha provato: ecco come sarà lo smartphone pieghevole di Apple. Il software fa la differenza I foldable Android possono contare su hardware valido ormai da diverse generazioni. Quello che finora è mancato è un sistema operativo che consideri il secondo stato dello schermo come un obiettivo progettuale autonomo. In iOS 27 i controlli principali si spostano lateralmente per lasciare più spazio verticale ai contenuti. Anche il dock si muove insieme a loro. La barra di stato è stata ridisegnata come un elemento compatto che si sistema nell’angolo più adatto a seconda dell’orientamento. Anche Liquid Glass è stato ripensato per il nuovo rapporto d’aspetto. Duo non ha Face ID e per alcuni può sembrare un passo indietro. Ma considerando i diversi orientamenti nei quali è possibile utilizzare il telefono, Touch ID integrato nel pulsante laterale offre un’esperienza più immediata, soprattutto perché è possibile registrare dita differenti a seconda di come si impugna il dispositivo. E dato che è probabile che molti acquirenti di Duo possiedano anche un Apple Watch, Apple ha aggiunto lo sblocco tramite l’orologio per rendere l’operazione ancora più comoda. La fotocamera FaceTime sul display interno, invece, si trova sotto il pannello e rimane invisibile finché non arriva una chiamata. Supporto delle app? Fatto Netflix è l’esempio più evidente. La funzione dedicata ai clip utilizza lo schermo esterno per scorrere i contenuti e passa al display interno quando si apre il telefono per guardarli. L’app genera persino riflessi che reagiscono al movimento della cerniera, il genere di dettaglio che gli sviluppatori realizzano soltanto quando pensano che un nuovo hardware avrà un peso significativo. Zoom permette di visualizzare contemporaneamente partecipanti e contenuti condivisi. Slack mostra l’intero spazio di lavoro accanto ai messaggi. Apple ha inoltre aperto un framework Core AI per i modelli eseguiti direttamente sul dispositivo, già utilizzato nei laboratori da un’applicazione per la creazione di contenuti. Gli sviluppatori sono arrivati perché ci sono gli acquirenti. Un dispositivo da 1.999 dollari centra perfettamente il cliente ideale per un business basato sugli abbonamenti, e questa equazione funziona anche con volumi molto inferiori a quelli di iPhone Pro. Chi lo comprerà e cosa Apple non ha detto La maggior parte degli acquirenti di iPhone Duo arriverà dalla stessa base di utenti Apple, passando da un Pro o da un Pro Max. Alcuni utenti Android potrebbero cambiare piattaforma per il software e il supporto delle applicazioni. Samsung può competere sul pannello e sulla cerniera. Apple ha comunque mostrato le capacità del dispositivo sul fronte della produttività. Split View permette per la prima volta di utilizzare due app affiancate su un iPhone, si possono creare coppie di applicazioni da riaprire insieme, eseguire due finestre di Safari e trascinare contenuti dall’una all’altra. Ma Apple ha mantenuto leggero il modo in cui ha presentato queste funzioni. Il messaggio è lo stesso utilizzato al lancio dell’iPad originale: amate già questo dispositivo, adesso avete semplicemente più spazio. È un’impostazione che comporta qualche rischio. Per quindici anni gli utenti iPhone hanno avuto un rapporto molto pragmatico con il design industriale e sono cresciuti con un rettangolo di vetro. Gli utenti Android hanno mostrato maggiore disponibilità a sperimentare nuovi formati, ed è anche per questo che i pieghevoli hanno attecchito prima su quella piattaforma. Perché adesso Apple non entra presto nei nuovi mercati. Ha aspettato prima di realizzare un iPhone con schermo più grande, finché i dati non hanno dimostrato che esisteva una domanda, e ha fatto lo stesso con i pieghevoli. I foldable Android sono sul mercato dal 2019. A cambiare è stato soprattutto ciò a cui serve uno schermo più grande. Apple ha trascorso anni costruendo un business dei contenuti che vuole convincere le persone a fermarsi e guardare. Adesso dispone anche di una versione di Siri che, almeno dalle prime beta, appare sensibilmente più capace di quella che sostituisce. Entrambe le cose vanno nella stessa direzione: più superficie di visualizzazione e un dispositivo con il quale si interagisce attraverso la conversazione tanto quanto attraverso il tocco. Il messaggio che attraversa l’intera gamma è quello dell’iPhone come hub personale intelligente, e John Ternus lo ha utilizzato per rispondere alla domanda che tutti continuano a fare: cosa viene dopo lo smartphone? La sua risposta è che non viene niente: il telefono rimane il centro, mentre altri dispositivi gli crescono intorno. È una strategia di espansione. Lo sblocco di Duo tramite Apple Watch è una funzione apparentemente minore, ma un segnale importante: un dispositivo che possiedi già autentica quello che hai appena comprato. Il lavoro sull’intelligenza audio di Series 12 affronta lo stesso concetto dall’altra direzione, portando l’AI ambientale al polso e appoggiandosi al telefono per ottenere il contesto che la rende utile. Ogni nuovo dispositivo aggiunto da Apple attinge allo stesso contesto personale e, a sua volta, lo arricchisce. La domanda per il prossimo anno, quindi, non è più cosa sostituirà l’iPhone, ma cosa gli verrà collegato. Non esiste iPhone 18 È il primo lancio di iPhone in cui in autunno arriva soltanto la fascia alta della gamma: Pro, Pro Max e Duo. iPhone 17 rimane in vendita come modello d’ingresso. Una possibile interpretazione riguarda il calendario. Apple potrebbe portare il modello base in primavera, più vicino al periodo in cui arrivano gli smartphone Android destinati al grande pubblico, ottenendo così un secondo momento di attenzione durante l’anno invece di concentrare tutto in un affollato settembre. L’ipotesi di separare il calendario dei lanci era emersa già prima dell’evento: Pro e pieghevole in autunno, modello base nella primavera successiva. Apple, il 9 settembre arriva l’iPhone pieghevole: sarà il primo grande test per John Ternus. L’altra interpretazione riguarda i costi. Quest’anno i prezzi delle memorie sono aumentati per tutti i produttori di smartphone e un iPhone 18 base dovrebbe assorbirne l’impatto. Aumentare il prezzo proprio del modello acquistato dal segmento di utenti che continua a dire di non aver bisogno di cambiare telefono ogni anno sarebbe difficile. Mantenere il 17 aumentando il prezzo di 100 dollari può servire meglio questo pubblico rispetto a un iPhone 18 ancora più costoso. Ottobre è il numero che conta I preordini di iPhone Pro aprono sabato, con disponibilità dal 18 settembre. Quelli del Duo iniziano il 16 ottobre, con disponibilità dal 23 ottobre in oltre 70 Paesi, tra cui l’Italia, e dal 30 ottobre in altri 28. Cinque settimane di distanza, e nessuno compra un pieghevole senza prima capire come si sente in mano. Chi altrimenti avrebbe acquistato un Pro ha adesso un motivo per aspettare, indipendentemente dal prezzo. Se i preordini dei Pro dovessero risultare deboli, sarà facile interpretarli come un segnale di calo della domanda per iPhone. La spiegazione più probabile potrebbe invece essere il rinvio delle decisioni d’acquisto. Il dato da osservare sarà quindi quello delle vendite combinate di Pro e Duo a novembre. Apple dispone anche di una parziale contromisura. iPhone Handoff consente di utilizzare lo stesso numero su due iPhone, rendendolo attivo sul dispositivo che si prende in mano. Al lancio il servizio sarà disponibile con T-Mobile negli Stati Uniti e Deutsche Telekom in Germania, con altri operatori destinati a seguire. La fotocamera resta il compromesso Duo utilizza un sistema a doppia fotocamera: una principale Fusion da 48 megapixel con teleobiettivo ottico 2X integrato, apertura luminosa, grande sensore e stabilizzazione ottica, affiancata dalla stessa Fusion Ultra Wide da 48 megapixel di iPhone 18 Pro, utilizzata anche per le macro. Registra video 4K a 120 fps in Dolby Vision. Ci sono funzioni specifiche per questo modello: Duo FaceTime, Duo Preview, che permette al soggetto di vedere l’inquadratura sul display esterno, e Smart Take, che analizza la scena e scatta quando riconosce che le persone stanno posando. Manca un teleobiettivo dedicato. Apple ha spiegato di aver imparato da iPhone Air quanto gli utenti facciano affidamento sull’ultra-grandangolare. È una spiegazione ragionevole della scelta, ma rimane comunque un compromesso. La batteria è composta da due celle, gestite da un chip che le fa apparire al sistema come una sola. Con una sola carica Apple dichiara 31 ore di riproduzione video sul display interno, 44 su quello esterno e 24 ore di utilizzo usando i due schermi in egual misura. Si raggiunge il 50 per cento di ricarica in circa 20 minuti usando il cavo e in 30 minuti con MagSafe o Qi2. Nell’uso quotidiano significa arrivare ai livelli di iPhone 18 Pro, un risultato non scontato per i pieghevoli. Entrambe le obiezioni, fotocamera e autonomia, pesano meno che su qualsiasi precedente smartphone pieghevole. Rimane una domanda che Apple non può risolvere con l’ingegneria: se i suoi stessi clienti, ai quali per quindici anni è stato detto che il rettangolo di vetro era la risposta, vogliano davvero un telefono che si piega. *Principal analyst di Creative Strategies, founder di The Heart of Tech
iPhone Duo, cosa ha guadagnato Apple aspettando
Il primo iPhone pieghevole arriva sette anni dopo i foldable Android. Ma Apple ha usato il ritardo per risolvere alcuni dei problemi della categoria, e sopratt…












