Il primo semestre del 2026 rappresenta uno dei momenti di maggiore evoluzione del sistema della responsabilità amministrativa degli enti dalla nascita del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231.L’intervento del legislatore nazionale, alimentato dall’attuazione di numerose direttive europee, non si è limitato ad ampliare il catalogo dei reati presupposto, ma ha modificato la stessa filosofia della compliance aziendale.Il Modello Organizzativo non costituisce più soltanto uno strumento finalizzato all’esimente prevista dagli articoli 6 e 7 del decreto.Esso diventa il principale presidio di governo dei rischi aziendali, strettamente integrato con il sistema di controllo interno, la gestione della supply chain, la sostenibilità, la cybersecurity, la gestione dei dati, la tracciabilità documentale e, sempre più, con i sistemi di Intelligenza Artificiale.Il professionista della compliance è oggi chiamato a svolgere una funzione diversa rispetto al passato. Non deve semplicemente aggiornare il catalogo dei reati. Deve verificare se l’organizzazione aziendale sia ancora idonea ad intercettare i nuovi rischi introdotti dal legislatore e dalla giurisprudenza.È questa la vera sfida del 2026.Indice degli argomenti
Modello 231 da rifare? Le priorità per aziende e professionisti della compliance - Agenda Digitale
Le nuove norme e le indicazioni della giurisprudenza estendono il perimetro del Modello 231: dalle sanzioni UE ai reati ambientali, fino alla filiera e al caporalato. Le imprese devono ripensare protocolli, audit e flussi informativi








