Non chiamiamola fuga di cervelli. E, in fin dei conti, neppure una fuga di talenti. Il giovane Robin ha il cognome (Raikkonen) più pesante del piede e il fatto che sia stato ingaggiato dalla Academy della Red Bull e non da quella della Ferrari è un colpo al cuore per i romantici, meno per coloro che hanno seguito la carriera del figlio di Kimi nei kart. Certo, portare l’erede dell’ultimo campione del mondo Ferrari a Maranello, sarebbe stato un bel colpo di marketing. Il modo per deviare un po’ l’attenzione sui disastri della Formula 1, ma il giovane Robin, 11 anni, non è un altro Antonelli. Non per ora, almeno, perché poi i bambini crescono in fretta e più stanno in pista, più diventano bravi. Antonelli era già un fenomeno alla sua età, lui è bravino, certo, papà ha investito parecchio in consigli e denari, ma si racconta che in giro ci sia di meglio. Come Niccolò Perico, 12 anni a dicembre, già sotto contratto con la Mercedes e seduto accanto a Toto Wolff venerdì nei box di Monza, oppure come Noah Baglin, 14 anni, che ha vinto Mondiale ed Europeo ed è un allievo della Ferrari Academy.Il fatto che oggi Gino Rosato collabori con il Junior Team Red Bull, racconta tanto dell’arrivo di Robin nel team di Verstappen. Gino che ha lavorato per anni a Maranello, è un grande amico e un tutto fare di Kimi. Ha seguito tutta la carriera del piccolo nei kart e non poteva che portarlo con sé in Red Bull. «La sua velocità, la capacità di gestire le gare e il talento naturale lo hanno reso uno dei giovani più interessanti della sua fascia d’età», ha detto di lui Laurent Mekies, team principal del team. «Ci hanno offerto un programma completo e convincente per accompagnare Robin nei prossimi anni e dargli tutta l’esperienza necessaria per sviluppare il talento naturale che ha già mostrato nel karting», ha detto papà Kimi. Vedremo come andrà. Di certo questo non è il problema principale della Ferrari di Vasseur.
Non solo Kimi... Antonelli: Raikkonen Jr alla Redbull
Robin, 11 anni, figlio del Kimi ultimo iridato Ferrari, entrerà nell’Academy austriaca. Ma non è ancora al livello del baby italiano Perico (12), già alla corte Mercedes, e di Baglin (14), reclutato dalla Rossa










