di
Roberta Merlin
L'inchiesta si sposta in provincia di Venezia. A luglio a Mirano un 20enne ferito da un proiettile: due persone erano state arrestate
Ha un nome l’uomo ucciso con un colpo di pistola, chiuso in un sacco e fatto sparire insieme a una Fiat Bravo nelle acque del Tergola, a San Giorgio delle Pertiche (Padova). Si tratta di Ferdinant Hoti, 35 anni, albanese, domiciliato a Mirano, nel Veneziano. Ed è proprio nel Miranese che adesso si concentra parte degli accertamenti, con gli investigatori impegnati a ricostruire gli ultimi spostamenti dell’uomo e, soprattutto, a capire con chi abbia trascorso le ore precedenti alla morte.
La ferita da arma da fuocoLe modalità dell’omicidio e il tentativo di far sparire il cadavere e l’automobile indirizzano l’inchiesta, coordinata dalla pm Claudia Brunino e affidata al Nucleo investigativo dei carabinieri di Padova insieme ai colleghi di Cittadella, verso l’ipotesi di un regolamento di conti, maturato nell’ambiente dello spaccio di stupefacenti. Ed è proprio scavando nelle frequentazioni e nel passato di Hoti che gli inquirenti cercano la chiave per dare un movente all’esecuzione. Il corpo, martedì mattina, dopo la segnalazione di un passante che indicava un’auto nelle acque del canale, era stato trovato nel vano posteriore della vecchia Fiat Bravo con i sedili abbattuti, avvolto in un sacco nero e con le mani legate. La macchina, privata delle targhe, era stata fatta finire nel Tergola e lasciata in corrispondenza di una chiusa. I primi accertamenti medico-legali avrebbero individuato sul cadavere una ferita compatibile con un colpo d’arma da fuoco esploso a distanza ravvicinata.















