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Roberta Merlin

Padova, il corpo trovato con le mani legate. Il sospetto di un’esecuzione criminale: «È pieno di telecamere»

Sarebbe stato freddato con un’arma da fuoco. Poi il suo corpo è stato infilato in un sacco nero, caricato sui sedili posteriori, abbassati, di una vecchia Fiat Bravo nera e coperto con una ruota di scorta. Poi l’ultimo passaggio: le targhe tolte e l’auto spinta nelle acque del Tergola, proprio dove una chiusa rende il canale più profondo e avrebbe potuto nasconderla a lungo. È la sequenza sulla quale stanno lavorando gli investigatori per ricostruire quello che appare un delitto seguito da un accurato tentativo di cancellarne ogni traccia. Un’esecuzione, almeno per modalità, scoperta martedì mattina in località Torre di Burri, lungo via del Santo, a San Giorgio delle Pertiche (Padova).

I tanti misteriIl nome della vittima non è ancora stato reso noto, si tratta di un uomo di età apparente compresa fra i 45 e i 55 anni, originario dell’Est, presumibilmente di origine albanese, trovato senza documenti e con le mani legate. Sul corpo, molti tatuaggi. Indagano i carabinieri del Nucleo investigativo di Padova insieme ai colleghi di Cittadella. A coordinare l’inchiesta è la pm Claudia Brunino. Gli inquirenti sono al lavoro per cercare di ricostruire, una volta confermata l’identità dell’uomo, le sue ultime ore, le frequentazioni e soprattutto capire chi potesse avere interesse a ucciderlo. Per ora l’unica certezza è che le prime verifiche medico-legali avrebbero individuato sul corpo segni compatibili con colpi d’arma da fuoco. Sarà l’autopsia a stabilire con certezza la causa della morte, quanti eventuali colpi siano stati esplosi e quando sia avvenuto il decesso.