HomeBolognaSportLa Virtus tra storia e futuro. La nuova maglia esalta la tradizione. E a breve il destino dell’EurolegaPresentata la divisa che accompagnerà Hackett e compagni nel torneo continentale: torna la V nera sul petto. Il 5 ottobre a Cernobbio la riunione dei club europei: può diventare decisiva per definire gli scenari con l’Nba.Presentata la divisa che accompagnerà Hackett e compagni nel torneo continentale: torna la V nera sul petto. Il 5 ottobre a Cernobbio la riunione dei club europei: può diventare decisiva per definire gli scenari con l’Nba.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna maglia può essere molto più di una semplice divisa. Può raccontare una storia, custodire una tradizione e, allo stesso tempo, guardare al futuro. È il filo conduttore scelto dalla Virtus per presentare la nuova tenuta da trasferta di Eurolega per la stagione 2026/27, firmata ancora una volta da Adidas. Un legame tra passato e futuro che assume un significato ancora più forte nell’anno che accompagna la V nera verso il suo centenario.

Il punto di partenza è stata la città. Per presentare i nuovi completi, infatti, la Virtus ha scelto un luogo simbolico e suggestivo come la Torretta Prendiparte, da dove Bologna può essere osservata dall’alto, tra tetti, colori e scorci del centro storico. È qui che Davide Casarin, Daniel Hackett, Kessler Edwards e Wendell Moore Junior hanno prestato il volto alla nuova collezione, diventando protagonisti di un progetto nel quale pallacanestro e identità cittadina si incontrano. La nuova maglia da trasferta, bianca con dettagli dorati, porta sul petto il ritorno della "vecchia" V Nera (logo introdotto nella stagione 1953/54, allora senza la stella dei dieci scudetti arrivata nel 1984), simbolo che affonda le proprie radici nella storia del club. Ma è soprattutto sul retro che il passato torna a farsi presente. I numeri dei giocatori sono infatti caratterizzati da un motivo che richiama la pavimentazione della Salaborsa, luogo che occupa un posto speciale nella storia virtussina. Fu la casa della Virtus tra gli anni Quaranta e Cinquanta e teatro della conquista di cinque titoli italiani. Un dettaglio che non è soltanto estetico, ma diventa così un ponte tra ciò che è stato e ciò che la Virtus vuole continuare a essere.