L'intelligenza artificiale non cambia il mandato delle banche centrali. "Ma può rendere l'economia più difficile da comprendere e monitorare", avverte Pablo Hernández de Cos. Il direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) lancia un allarme con pochi eguali, il secondo in poche settimane. La rivoluzione in corso trasforma lo scenario macroeconomico, imponendo sfide inedite e pericolose per la stabilità finanziaria mondiale. L'euforia, secondo Basilea, cela il germe di una nuova crisi sistemica globale, perché "l’AI sta rimodellando la domanda, l'offerta e i mercati finanziari simultaneamente", aumentando l'incertezza attorno alla trasmissione delle decisioni monetarie. La stabilità finanziaria globale vacilla sotto il peso di aspettative enormi e valutazioni esorbitanti. Le piazze azionarie vivono una fase di esuberanza e la diagnosi della Bri risulta impietosa. "Le valutazioni azionarie sono elevate e sempre più concentrate tra un piccolo numero di aziende al centro dello sviluppo dell’AI, basate su ambiziose aspettative di guadagni futuri", evidenzia Hernández de Cos. Le cinque maggiori società tecnologiche mondiali sono pronte a stanziare oltre mille miliardi di dollari in spese in conto capitale tra il 2025 e il 2026, e gli operatori del settore prevedono una impennata degli investimenti globali "da circa 500 miliardi di dollari di oggi a una cifra compresa tra 3.000 e 4.000 miliardi di dollari entro il 2030".