"C’è un motivo che mi spinge a chiedere a gran voce un Codice Rosso anche per la salute mentale. E’ fondamentale per intervenire prima, per evitare che accadano queste tragedie. Serve un monitoraggio continuo e costante: queste persone devono essere sottoposte a visite periodiche ed è necessario che i medici si assumano davvero la responsabilità diretta del percorso terapeutico di questi pazienti. Non si possono lasciare le cose al caso".

Francesca Rizzello, sopravvissuta alle 19 coltellate inferte dal fratello nel 2019, a capo di un’associazione che si propone come scudo e bussola per le migliaia di famiglie italiane "abbandonate a loro stesse" nella gestione della malattia mentale, interviene sul femminicidio di Lorena Isceri. "Negli ultimi giorni si parla molto del caso di Lorena e dei 15 anni di trattamenti sanitari di Federico Vella" sottolinea.

Tra le notizie emerse, presunte diagnosi legate a malattie mentali. "Saranno ora le perizie e le indagini ad accertare lo stato mentale dell’uomo al momento del fatto e la gestione del suo percorso di cura ma – sottolinea Rizzello – ci troviamo ancora oggi in una condizione in cui non si comprende la reale gravità di queste patologie. E non si fa abbastanza. Dobbiamo investire in strutture adeguate: un malato di questo tipo, se non viene preso in carico e curato bene nel tempo, si cronicizza e rischia di trasformarsi in un pericolo per sé e gli altri".