di Daniele Rosi
Una città da ripensare partendo dai beni comuni, dalla qualità della vita e da un diverso concetto di sviluppo. È l’idea emersa dal confronto promosso da Sinistra Italiana - Avs nella sala conferenze di Nausicaa, che ha riunito esponenti politici e associazionismo per discutere della città che verrà. Un appuntamento pensato non come tavolo ufficiale dei progressisti, ma come occasione di confronto anche in ottica delle comunali 2027. A moderare l’incontro sono stati Carlo Perazzo e Matteo Bartolini di Sinistra Italiana. Nel dibattito sono emersi alcuni dei nodi del futuro di Carrara: le attività estrattive, il consumo di suolo, il litorale, le nuove povertà, la sanità e la necessità di costruire socialità. Sulla situazione del litorale è arrivata la riflessione di Piero Marchini di Rifondazione comunista. "Oggi dominano le privatizzazioni, noi siamo contro la Bolkestein, perché ha una filosofia che non spinge verso il bene comune. Nel territorio comunale la costa ha 1.627 metri di spiaggia e solo 300 sono di spiaggia libera: in un Comune da 60mila abitanti è una proporzione inammissibile". Da qui la richiesta per intervenire sul piano dell’arenile. Il tema sociale è stato affrontato da Enrico Marselli del Pd Carrara (collabora con Caritas). "Mi sto accorgendo di quanto la povertà sia in aumento perché sono sempre più le persone che chiedono aiuto: uomini separati, persone che non hanno più la tessera sanitaria perché costrette a lasciare la residenza anagrafica, o cittadini alle prese con la diminuzione del potere d’acquisto. C’è grande emergenza abitativa e una risposta sono gli alloggi Erp non utilizzati". Sulla sanità è intervenuta Valeria Pedrini del Movimento 5 Stelle, riportando l’attenzione sul futuro del Monoblocco. "Siamo in attesa di capire il destino della sanità e del Monoblocco. Nel 2023 l’allora assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini disse in consiglio comunale che entro fine 2027 Carrara avrebbe avuto uno dei poli sanitari più efficienti del sistema sanitario. Per ora è stato fatto poco o niente". Per i socialisti, Alessandro Lambruschi ha invece posto l’accento sul ruolo dei giovani e sulla socialità. "La città non è fatta solo di edifici e statue, ma anche di persone, compresi i giovani E proprio i giovani dovrebbero essere ascoltati. Oggi le nuove generazioni hanno una nuova forma di emarginazione sociale: l’isolamento, stando sempre in casa comunicando col cellulare. Lo sport scolastico sarebbe uno strumento utile, a condizione che le scuole dispongano di spazi adeguati, a partire dalle palestre". Il rapporto tra territorio e attività estrattive ha contraddistinto l’intervento di Maria Paola Antonioli di Legambiente. "I Pabe delle cave vanno rivisti, hanno tradito lo spirito delle norme a cui avrebbero dovuto ispirarsi. Serve avviare un percorso di progressiva dismissione dei siti di cava che hanno ormai rese di blocchi al 5 o al 10 per cento. Carrara è il nono comune toscano per consumo di suolo, dunque bisognerebbe puntare al recupero dell’esistente, alla rigenerazione edilizia e alla necessità di ripensare la città alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici, valorizzando le piantumazioni e i rifugi climatici". In chiusura, Umberto Faita (Fiom Cgil) ha fatto un breve riepilogo della situazione di Tisg.










