Il punteggio minimale non rende la misura di una sfida condotta in lungo e in largo dall’Arsenal per qualità del palleggio, supremazia territoriale e volume offensivo. Per oltre 70 minuti il Napoli ha retto lo 0-0 aggrappandosi alle parate di Alex Meret e a un blocco arretrato costantemente sotto pressione.

I dati di Sky Sports fotografano la sproporzione: 26 tiri complessivi e 4,05 expected goals per i Gunners, cifre che sintetizzano il divario tra produzione e resistenza. Il piano di Mikel Arteta ha puntato sull’ampiezza e sul recupero immediato del pallone. Bukayo Saka ed Eberechi Eze hanno tenuto larghi i binari per isolare i terzini avversari nell’uno contro uno, mentre Odegaard ha cucito gioco tra mediana e trequarti, cercando ricezioni alle spalle del centrocampo azzurro. Con Declan Rice e Mikel Merino a presidiare le seconde palle, la linea inglese è rimasta alta e aggressiva. All’opposto, il Napoli di Massimiliano Allegri ha scelto un atteggiamento estremamente prudente, schermando l’area con Billy Gilmour e Stanislav Lobotka a filtro.

L’idea di verticalizzare rapidamente su Kevin De Bruyne si è infranta sull’isolamento di Rasmus Hojlund, costretto a battagliare sui lanci con Gabriel e Konsa senza adeguato sostegno. Il ripiegamento profondo richiesto a Politano e ad Alisson Santos ha tolto lucidità nella transizione positiva, rendendo ardua una risalita ordinata del campo.