Terza sconfitta di fila. Allegri non si accontenterà dopo lo 0-1 contro l’Arsenal all’esordio in Champions perché ha fame di punti. Ma si sono visti al Maradona carattere e testa: la strada è giusta.È questa la base per tornare a vincere e rilanciarsi. Spaventarsi dei re della Premier 2026 e dei vice campioni d’Europa? No, mai. Il Napoli, a casa sua, non ha mostrato alcuna ansia al cospetto dei Gunners. Che hanno attaccato ma sono stati rimbalzati da una difesa attenta e compatta, che ha però perso il portiere titolare Meret dopo una manciata di minuti per un infortunio muscolare.
Napoli-Arsenal, infortunio per Alex Meret e Alisson Santos: dentro Milinkovic e VergaraAlex ha stretto i denti fino alla ripresa, quando ha ceduto il posto a Milinkovic Savic. Il Napoli è piaciuto alla sua gente - a quella che va allo stadio per sostenere la squadra e non per contestare De Laurentiis - anzitutto per questa personalità. De Bruyne ha svolto bene il suo compito di leader prendendo per mano i compagni e aprendo spazi in attacco, dove vi è stato un generoso Hojlund ma anche un evanescente Alisson, incapace di saltare l’uomo a sinistra e di mettere un solo pallone pulito. Allegri l’ha impostata bene: contro una squadra che attacca in massa si poteva tentare il contropiede e questo è accaduto ma Raya non è stato particolarmente impegnato. E, peraltro, i Gunners hanno sbagliato molte conclusioni a rete. Tanta imprecisione ha incoraggiato la linea difensiva azzurra, la stessa schierata nella precedenti partite contro Como e Inter ma con un atteggiamento differente e senza quelle fatali incertezze che hanno determinato le due sconfitte. Ma impreciso, a un quarto d’ora dalla fine, non è stato Odegaard, il capitano dell’Arsenal e della Norvegia che si esalta quando di fronte trova italiani. Tiro perfetto di sinistro dal limite, i difensori erano anche posizionati bene ma davanti a un tiratore scelto non si può che inchinarsi, anche se Milinkovic-Savic era partito leggermente in ritardo. Il serbo è stato decisivo per evitare il secondo gol in un contropiede portato avanti da Madueke: il passivo sarebbe stato pesante. Napoli di carattere, l’impatto giusto con la Champions League che Allegri vorrebbe vivere da protagonista, o comunque portarla avanti fino a marzo. Positivo l’esordio di Favasuli, passato dal Catanzaro alla Champions senza accusare alcun imbarazzo. Generoso e determinato, il ragazzo calabrese tornerà certamente utile in un cammino che non sarà agevole perché con le attuali indisponibilità il tecnico potrà fare poco turnover nelle settimane con tre partite. E ieri peraltro era inevitabile che il trentacinquenne De Bruyne, alla prima da titolare, accusasse la fatica: decisamente meno brillante nella ripresa, con la palla buona per il pareggio incredibilmente sprecata. Vi sono calciatori poco efficaci perché usurati, non stroncati dalla preparazione di Conte nella scorsa stagione come taluni hanno voluto far credere. E altri che danno un modesto contributo, come Lucca, mai convincente quando è subentrato a Hojlund che si batte molto ma dovrebbe inquadrare di più la porta. Sui buoni segnali delle ultime due partite, perse di misura contro i campioni d’Italia e d’Inghilterra, Allegri deve costruire la ripartenza di un gruppo che ha mostrato carattere e organizzazione. Ci sono punti da recuperare in campionato perché il dodicesimo posto ovviamente non rispecchia il valore e le ambizioni del Napoli che contro i signori del calcio mondiale se l’è giocata fino alla fine. L'urlo "The champions" dei tifosi del Napoli durante Napoli-ArsenalPrima della partita, parlando con apprezzabile chiarezza, il direttore sportivo Manna ha comunicato che Lang era in tribuna per un «comportamento non idoneo» nei confronti dei compagni. Oggi tornerà ad allenarsi questo olandese che ha un rapporto conflittuale con il Napoli e probabilmente con sé stesso, come aveva capito Conte. Noa se ne era stato per un po’ in Turchia, dove ha vinto il titolo con il Galatasaray, ma poi è tornato ed è rimasto perché Manna non ha trovato un acquirente. Ed è un peso. Difficile che possa essere recuperato alla causa anche da un tecnico di esperienza come Allegri. I casi in uno spogliatoio si aprono e si chiudono, certo, ma il problema esiste se il protagonista è sempre lo stesso.











