È il peggior incubo che l'umanità possa temere: l'evoluzione dell'intelligenza artificiale potrebbe portare entro la fine del decennio ad un vero e proprio rischio esistenziale per il genere umano, distruggendolo. A lanciare l’allarme, in quella che sembra essere più la trama di un film, è stato un ricercatore di Anthropic - la società americana di pubblica utilità nel settore dell'intelligenza artificiale -, che si è dimesso dalla benefit corporation statunitense, avvertendo che la corsa incontrollata alla creazione di una superintelligenza capace di auto-migliorarsi potrebbe distruggere l'umanità già nel decennio in corso, entro il 2030.

Un commiato il suo che sta ingrossando la fuga degli scienziati che negli ultimi mesi hanno deciso di congedarsi dai laboratori, allarmati dalla potenzialità dei sistemi che stanno sviluppando.

Il suo nome - riporta il Financial Times -, è Jacob Coxon, ricercatore britannico di 27 anni in forza all'azienda con sede a San Francisco, convinto che Anthropic e la sua principale concorrente, OpenAI, stiano «giocando d'azzardo» con il futuro dell'umanità.

«Le persone che sviluppano l'Ia credono sinceramente che essa possa ucciderci tutti entro la fine del decennio», ha denunciato in un post su X con cui annunciava le proprie dimissioni. «Non è una mossa di marketing», ha aggiunto, «nessun'altra attività umana comporta un tale livello di pericolo».