L’obiettivo della revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (Sfdr), che dovrebbe arrivare oggi al voto della commissione per i Problemi economici e monetari del parlamento europeo (Econ), è quello di semplificare e rendere più trasparenti gli investimenti sostenibili, evitando la confusione tra gli investitori e i casi di greenwashing, che non sono mancati.

Ma nell’ultima bozza proposta dalla commissione parlamentare Econ, che MF-Milano Finanza ha visionato, c’è un articolo che, a sentire gli operatori di mercato, prevede una stretta eccessiva e rischia di avere un effetto controproducente sullo sviluppo di questo mercato, scoraggiando le imprese verso la transizione e mostrando una nuova spaccatura tra il nord e il sud Europa sul tema green.

Il relatore del parlamento europeo sul dossier è l'eurodeputato olandese del partito Renew Europe, Gerben-Jan Gerbrandy e al centro del confronto c’è un nuovo comma all’articolo 7 spuntato nell’ultima versione che riguarda i prodotti di transizione.

Le tre tipologie di prodotti di investimento La Commissione ha previsto tre tipologie di prodotti: quelli base (articolo 8), punto di partenza verso la sostenibilità, che integrano i fattori ambientali, sociali e di governance; quelli di transizione, regolati dall’articolo 7, focalizzati sul finanziamento di aziende e attività economiche che non sono ancora green, ma che si impegnano in un percorso di trasformazione credibile; e quelli sostenibili a tutto tondo (articolo 9) che, per esempio, escludono completamente i combustibili fossili.