di

Salvatore Riggio

L'argentina abbandona il match con Lucia Bronzetti per infortunio. Ma per gli organizzatori il problema fisico era pregresso: scatta una sanzione da 20 mila dollari per violazione della regola del «best effort»

Un ritiro lampo che costa caro e riaccende i riflettori sull’etica e sulla sostenibilità economica nel tennis professionistico. Durante il primo turno delle qualificazioni dell’ultimo Us Open, la 19enne argentina Luisina Giovannini è finita al centro di un caso, culminato in una sanzione finanziaria di primissimo piano inflitta direttamente dalla Usta (la Federazione statunitense che organizza l’ultimo Slam della stagione).

Il match che l’ha vista opposta all’azzurra Lucia Bronzetti si è trasformato in una brevissima parentesi di soli 17 minuti. Sul punteggio di 5-0 per l’azzurra, la giocatrice sudamericana ha abbandonato la gara per un problema fisico. Tuttavia, la decisione dei dirigenti statunitensi è stata immediata e severa. L’organizzazione ha valutato che le condizioni precarie della tennista fossero note già prima del fischio d’inizio e che la presenza in campo fosse unicamente finalizzata a garantire l’incasso del gettone di presenza, fissato in circa 32mila dollari (27.500 euro al cambio attuale).