Davanti a Montecitorio, sigle ed esponenti di Pd e M5s. Attimi di tensione tra i partecipanti

È approdato oggi, 9 settembre, in Commissione Affari costituzionali alla Camera – dove era atteso per il voto (poi rinviato a settimana prossima) – il ddl per il contrasto all’antisemitismo, dopo il sì al Senato del marzo scorso. Un testo molto discusso che ha spaccato il Pd, e sul quale una pioggia di emendamenti dell’opposizione cerca di bloccare il contenuto dell’articolo 1, che recepisce la definizione di antisemitismo fornita dell’IHRA. Contro il disegno di legge hanno manifestato diverse sigle e parte della politica, in un grande presidio-maratona d’interventi davanti a Montecitorio e in altre 45 città d’Italia. Ma non sono mancati anche attimi di tensione.

La protesta di fronte a Montecitorio

Tra le sigle presenti, a Roma, a due passi da Montecitorio, anche ANPI Roma, Amnesty International Italia e Giovani palestinesi di Roma, alla guida del corteo, culminato in 30 secondi di silenzio, «5 minuti di rumore» e una pioggia di interventi sotto il sole cocente. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha denunciato un ddl che prende come riferimento una definizione di antisemitismo che «confonde un crimine di odio come l’antisemitismo, con cose che non c’entrano nulla» e «mira solo a punire il pensiero critico, la ricerca e persino l’uso di un determinato vocabolario del diritto internazionale».