Jacob Coxon, 27 anni, lascia la società del modello Claude e denuncia la corsa cieca alle superintelligenze: «Decidiamo il futuro della specie sui laptop. Entro il 2030 la situazione può sfuggire di mano, serve una moratoria»
«Stiamo correndo verso il baratro e decisioni con conseguenze globali per la nostra specie vengono prese sui laptop di pochi ingegneri a San Francisco o dentro i canali di messaggistica aziendali». È con queste parole che Jacob Coxon, ricercatore 27enne specializzato nel pre-addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, ha annunciato su X le sue dimissioni da Anthropic. Dopo oltre tre anni passati tra la società creatrice di Claude e OpenAI, lo scienziato britannico ha deciso di sfilarsi dall’industria tech lanciando un monito diretto al mondo intero: la competizione sfrenata tra i colossi del settore rischia di far sfuggire di mano il controllo sui sistemi autonomi già entro la fine del prossimo anno, esponendo l’umanità a un concreto rischio di estinzione entro il 2030. Un grido d’allarme che trova sponda nella fuga di altri esperti di sicurezza dai laboratori americani e nell’imminente proposta del Congresso statunitense per congelare gli addestramenti più avanzati.










