Nell’analisi pubblicata dalla Fondazione Csf, l'ambasciatore Talò traccia la nuova geografia delle rotte globali: Imec, Trieste e i porti adriatici possono diventare uno dei grandi accessi europei ai mercati asiatici
Un piccolo mare che può diventare una delle grandi porte d’Europa verso l’Indo-Pacifico. A condizione che i Paesi della regione superino rivalità nazionali e locali, mettano in rete i porti e le infrastrutture e trasformino la geografia in una strategia comune. È la tesi di Francesco Maria Talò, ambasciatore e inviato speciale dell’Italia per l’Imec, l’India-Middle East-Europe Economic Corridor, in un’analisi pubblicata dalla Fondazione CSF e dalla digital edition 2026 del Bled Strategic Times, sulla base dell’intervento tenuto dall’autore al Bled Strategic Forum.
Nel commentary, intitolato "The Adriatic Advantage: From a Small Sea to a Gateway to the Future", Talò parte dalla particolare posizione geografica dell’Adriatico, che porta il Mediterraneo nel cuore dell’Europa e mette i porti di Venezia, Trieste, Capodistria e Fiume a poche centinaia di chilometri dai grandi mercati e centri industriali dell’Europa centrale e orientale. Una posizione che, secondo l’ambasciatore, assume un valore ancora maggiore mentre il baricentro dell’economia mondiale si sposta verso l’Indo-Pacifico.







