HomeEconomiaCaso Grindr, l’app di incontri Lgbtq+ patteggia 26 milioni di sterline. “Violata la privacy degli utenti”Accusata di aver rivelato l’orientamento sessuale e lo stato di positività all'Hiv. La società nega gli addebiti: “Transazione fatta per evitare le lungaggini del processo”. La Class action britannica e i precedenti in NorvegiaGrindr è la più nota e usata app di incontri per le persone della comunità Lgbtq (Reuters)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 9 settembre 2026 – Grindr, la più nota applicazione di incontri rivolta alla comunità Lgbtq+, ha siglato un accordo transattivo da 26 milioni di sterline per chiudere una class action nel Regno Unito. La controversia vedeva la piattaforma accusata di aver violato la normativa sulla protezione dei dati, condividendo con terze parti pubblicitarie informazioni personali altamente riservate, tra cui l'orientamento sessuale e lo stato di positività all'Hiv.
L'azione legale iniziata nel 2024
La vicenda affonda le radici nelle pratiche di trattamento dei dati adottate fino ai primi mesi del 2020. L'azione legale era stata promossa nel 2024 dallo studio legale britannico Austen Hays presso l’High Court of England and Wales per conto di circa 12.000 utenti. Qualora l'importo concordato venisse distribuito in parti uguali tra i partecipanti alla causa, il risarcimento pro capite ammonterebbe a circa 2.167 sterline. Il pagamento avverrà in due tranche da 13 milioni di sterline: la prima entro la fine del 2026 e la seconda entro marzo 2027.











