Grindr pagherà 26 milioni di sterline, dopo l’accusa di aver condiviso con società commerciali i dati personali e riservati degli utenti britannici (inclusi quelli sulla salute). Lo riporta il Guardian, raccontando la storia di una causa legale che ha coinvolto 12mila persone. Tutti iscritti all’app di incontri (dating) Grindr, orientata alla clientela Lgbtq+. Dunque partiamo dalla fine: ciascuno ha plausibilmente diritto a un risarcimento medio di 2.167 sterline ciascuna, dividendo l’intera torta. Ma andrà decurtata la spesa legale per lo studio legale britannico Austen Hays.

L’accordo milionario chiude una causa rischiosa, dal punto di vista reputazionale, sulla scia della scelta di Meta negli States. Il contenzioso è iniziato due anni fa, con la presentazione del ricorso all’Alta Corte di Inghilterra e Galles, nell’aprile del 2024. Il documento, sostenuto dagli utenti, accusava Grindr di aver violato le leggi britanniche sulla privacy fino all’inizio del 2020. Secondo la denuncia, perfino lo stato sierologico rispetto all’HIV sarebbe stato condiviso dall’app con alcune aziende pubblicitarie. L’accordo raggiunto nel Regno Unito prevede il pagamento di 13 milioni di sterline entro la fine del 2026, e altri 13 milioni di sterline entro la marzo 2027. Secondo il Guardian, Grindr aveva annunciato nell’aprile 2018 che avrebbe smesso di condividere lo stato sierologico degli utenti con società terze, dopo che un rapporto di ricercatori norvegesi aveva rivelato la condivisione di dati con due aziende.