Come funziona il «cervello» della Formula 1 che ogni settimana viene «messo in valigia». La sfida a latenza zero di Lenovo: «Abbattere le distanze e far sentire i fan seduti al volante»

L'Italia sta ancora festeggiando lo storico trionfo di Kimi Antonelli all'Autodromo di Monza. Ma il «circo» della Formula 1 non si ferma mai. L'attenzione globale è già proiettata verso la Spagna per il debutto assoluto del Gran Premio di Madrid. Ogni settimana, per trasmettere le immagini in tempo reale sugli schermi di oltre 830 milioni di spettatori nel mondo, tecnici e ingegneri di Formula 1 e Lenovo affrontano una delle sfide logistiche più complesse al mondo. Perché guardare una gara di Formula 1 con monoposto che sfrecciano a 300 chilometri orari comodamente seduti sul divano di casa o dal proprio smartphone è tutt'altro che scontato.

La tecnologia «in valigia»Domenica sera, non appena si sono spenti i riflettori su Monza, per i tecnici è scattato il conto alla rovescia: c'è meno di una settimana di tempo per trasferire l'intera infrastruttura tecnologica a Madrid. Tutto deve essere pronto per il giovedì prima della gara. Per ottimizzare questa corsa contro il tempo, la F1 adotta una strategia logistica speculare: possiede due strutture fisiche identiche per l'Event Technical Centre (ETC) (le grandi strutture mobili da 25 x 15 metri) che si alternano di gara in gara. Mentre la tenda nel paddock di Monza veniva smantellata, quella di Madrid era già stata montata sul nuovo tracciato cittadino, pronta ad accogliere il suo «cervello». Le strutture esterne sono infatti due, ma il set di apparecchiature tecnologiche e server è unico.