A Monza questo weekend, con il Gran Premio d’Italia, si celebra il mito della Formula 1, il talento umano, il gesto del pilota che in una frazione di secondo decide una traiettoria, una frenata, un sorpasso.
A Imola, quasi nello stesso momento, il motorsport prova, invece, a immaginare che cosa succederà quando quel gesto non avrà più bisogno di un uomo al volante. {mfimage} Il 5 settembre, mentre il mondo delle corse guarda all’Italia, l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola ospita il debutto europeo della Abu Dhabi Autonomous Racing League (A2RL), la competizione nata ad Abu Dhabi che porta in pista alcune delle più avanzate tecnologie di guida autonoma.
Non una dimostrazione tecnologica, ma una vera gara: cinque team internazionali di ricerca, università, ingegneri ed esperti di AI e guida autonoma, provenienti da Italia, Germania, Francia ed Emirati Arabi Uniti si sfideranno ruota a ruota a bordo di vetture SF26 monoposto da competizione controllate esclusivamente da sistemi di Intelligenza Artificiale, senza alcun pilota a bordo. {mfimage} Per l’Italia, due i team: Unimore Racing, nato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, impegnato sui sistemi autonomi e considera le competizioni A2RL un banco di prova per migliorare robustezza e sicurezza del software di guida autonoma in condizioni estreme, e PoliMove, del Politecnico di Milano, composto da dottorandi, ricercatori, ingegneri e studenti, lavora sui diversi componenti dello stack software della guida autonoma. {mfimage} La vettura è la EAV-26, sviluppata sulla base della Dallara Super Formula SF23: circa 500 CV, 690 kg di peso a secco, una velocità teorica di 300 km/h e un cervello fatto di sensori, algoritmi e intelligenza artificiale.















