All'inizio di agosto il secondo stadio di un razzo spaziale SpaceX Falcon 9 si è schiantato sulla Luna. La notizia è stata ripresa dai media e in generale se n'è parlato molto sia prima che dopo l'evento, che non ha causato alcun problema significativo sulla superficie del satellite naturale. Purtroppo a causa del posizionamento della zona d'impatto, all'estremità occidentale del lato visibile i dati ripresi durante l'evento stesso sono stati pochi.
Un aiuto è arrivato da due orbiter, Danuri e LRO, che hanno potuto sorvolare la zona poco dopo l'impatto dello stadio del Falcon 9 per mostrare il risultato. L'hardware ha generato un cratere con diametro di circa 18 metri con una profondità di meno di 3 metri. Su arXiv è disponibile un primo studio (non ancora peer-reviewed) che mostra alcune indicazioni su come generare modelli sempre più precisi per quanto riguarda lo studio di impatti di oggetti sulla superficie lunare.
Lo studio dal titolo Assessment of the 5 August 2026 Falcon 9 Upper-Stage Lunar Impact: Energetics and Crater Dimension Estimation è interessante perché consente di migliorare i modelli utilizzati finora e che saranno sempre più importanti quando sulla Luna saranno presenti attività robotiche e umane avanzate, sia per quanto riguarda gli impatti di stadi di razzi spaziali (situazione che probabilmente si ripeterà sempre meno) sia di asteroidi o meteoriti.







