Il 5 agosto 2026 lo stadio superiore di un Falcon 9 di SpaceX ha colpito la superficie lunare, dopo essere rimasto nello spazio dalla missione che, nel gennaio 2025, aveva trasportato i lander Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace e Resilience di ispace. Le immagini acquisite dal Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA tra l’11 e il 12 agosto hanno successivamente consentito di individuare un nuovo cratere, largo circa 18 metri e profondo meno di tre; secondo la ricostruzione della stessa NASA, il ritorno verso la Luna non era stato programmato, ma sarebbe dipeso dall’effetto combinato dell’attività solare e delle forze gravitazionali.Sebbene l’episodio non abbia determinato pericoli per la Terra e, sulla base delle informazioni disponibili, non consenta neppure di ravvisare automaticamente una violazione del diritto internazionale da parte di SpaceX o degli Stati Uniti, esso pone una questione destinata ad assumere un peso crescente. La disciplina dei detriti spaziali, infatti, è stata elaborata soprattutto allo scopo di proteggere le orbite terrestri e di governare i rientri nell’atmosfera, mentre la progressiva crescita delle missioni cislunari sta trasformando anche l’orbita e la superficie della Luna in ambienti operativi, nei quali si concentreranno infrastrutture, strumenti scientifici e interessi commerciali.È precisamente questa asimmetria, più ancora del singolo cratere, a rendere il caso meritevole di attenzione.Indice degli argomenti