Abascal di Vox ha accusato il presidente di essere ricattato dal Marocco durante il Question time sulla gestione della crisi a Ceuta. Lo scontro anche con il Partito Popolare
«Io sarò un cane, ma non ho padrone». È la risposta che il premier spagnolo Pedro Sánchez ha dato al leader di Vox Santiago Abascal durante il question time al Congresso sulla gestione della crisi migratoria a Ceuta e la politica di Madrid verso il Marocco.
Le parole di Abascal
Lo scontro tra i due è nato dopo l’insinuazione di Abascal secondo cui il presidente sia «ricattato» dal Marocco, specificando che «è una domanda retorica. Tutta la Spagna sa che il nostro governo è a Rabat». La convinzione del leader di Vox è da ricercarsi in presunte informazioni che il Marocco avrebbe sulla corruzione della famiglia e del governo di Sánchez. Abascal ha inoltre annunciato l’intenzione di mettere sotto accusa il premier per tradimento, invocando l’articolo 102 della Costituzione spagnola per portarlo davanti al Tribunale Supremo. Nel corso del suo intervento ha anche chiesto di sapere «quanti deputati ha il Marocco in questa Camera».
A sostegno della sua convinzione, Abascal ha sottolineato che il sistema educativo spagnolo «insegna cultura marocchina nelle aule, lingua araba e menù halal nelle mense scolastiche». Collegando la situazione migratoria ai pessimi dati del rapporto sulle scuole OCSE-Pisa 2025, in cui la Spagna ha ottenuto risultati molto bassi. Per Vox, Madrid deve smettere «di essere un protettorato marocchino in mani di traditori». E «il prossimo governo della Spagna non può essere a Rabat, né a Bruxelles, né a Washington, né a Tel Aviv, né a Teheran, né a Pechino. Né in nessun altro posto. Deve essere in Spagna e in mani degli spagnoli».










