ADRIA - Dalle parole ai fatti. Il sindaco Massimo Barbujani interviene concretamente sulla questione del nuovo regolamento per la celebrazione delle esequie nella Zona Pastorale di Adria e scrive direttamente al vescovo della Diocesi di Adria-Rovigo, monsignor Pierantonio Pavanello, chiedendo formalmente di rivedere le modalità organizzative previste per i funerali nel capoluogo.
La lettera al Vescovo Una presa di posizione che arriva dopo le preoccupazioni espresse da numerosi cittadini di fronte alla decisione di concentrare le celebrazioni delle esequie del capoluogo esclusivamente presso la cattedrale a partire da lunedì prossimo. Il sindaco, nella lettera inviata al vescovo e per conoscenza all'arciprete della cattedrale monsignor Fabio Finotello, mette nero su bianco le istanze della comunità adriese, precisando di parlare a nome dell'Amministrazione comunale e facendosi interprete del comune e sentito sentimento della cittadinanza. Barbujani riconosce innanzitutto le difficoltà con cui la Diocesi è chiamata a confrontarsi, a partire dalla grave carenza di sacerdoti e dalla necessità di razionalizzare i tempi delle celebrazioni. Ma proprio nel rispetto di queste esigenze, il primo cittadino chiede di individuare una soluzione che tenga conto anche delle necessità delle famiglie.Le richieste: più sedi per le celebrazioni Il punto centrale della richiesta riguarda infatti la possibilità di scegliere il luogo del commiato. Per il sindaco, la chiesa di quartiere non è semplicemente un edificio destinato al culto, ma un luogo profondamente legato alla storia personale e familiare di chi viene a mancare. «Per le famiglie colpite dal lutto - viene evidenziato nella lettera - la possibilità di svolgere la funzione nella chiesa di quartiere, legata alla storia personale, affettiva e identitaria del defunto, costituisce un conforto umano e spirituale insostituibile». Da qui arriva una richiesta precisa: ampliare le sedi disponibili per la celebrazione delle esequie nel capoluogo, includendo anche due luoghi particolarmente importanti per la comunità adriese: la basilica di Santa Maria Assunta di Tomba e la chiesa di Nostro Signore Gesù Divin Lavoratore di Carbonara. «Due realtà che - sottolinea il sindaco - rappresentano da sempre punti di riferimento spirituali e devozionali per i rispettivi quartieri e che potrebbero quindi continuare a svolgere un ruolo importante anche nel momento del commiato».Ora, la parola passa alla Diocesi La posizione dell'Amministrazione comunale viene espressa con toni rispettosi nei confronti della Diocesi, senza mettere in discussione le competenze e le scelte pastorali della Chiesa. Allo stesso tempo, però, Barbujani sceglie di assumersi direttamente la responsabilità di rappresentare alla Diocesi una richiesta proveniente dalla comunità. Ed è proprio questo il passaggio politico-amministrativo più significativo: il sindaco non si limita a raccogliere le lamentele o a manifestare pubblicamente una posizione, ma formalizza la richiesta e apre un confronto istituzionale con il vescovo. L'obiettivo dichiarato è trovare un punto di equilibrio tra le oggettive difficoltà organizzative della Diocesi e il diritto delle famiglie a vivere il momento dell'ultimo saluto in un luogo che abbia un significato particolare per la storia del proprio caro. Ora la parola passa alla Diocesi.L'Amministrazione comunale attende una risposta e si dice disponibile a un confronto per approfondire la questione e individuare una soluzione condivisa.








