Di: ANSA/RSI Info Il salotto di casa rischia di trasformarsi in un ambiente costantemente monitorato a causa delle moderne tecnologie televisive. Un’analisi approfondita condotta dal canale specializzato Gamers Nexus, supportato da diversi professionisti della sicurezza informatica, ha fatto emergere uno scenario preoccupante. Secondo i test effettuati, svariati modelli di televisori intelligenti realizzati da LG mantengono i propri sensori audio e video in funzione persino se l’apparecchio si trova in modalità standby o risulta apparentemente spento.Le informazioni vocali catturate all’insaputa dei presenti non sono perse, ma sono salvate nella memoria interna del dispositivo per poi essere trasmesse ai server societari tramite la rete internet. Gli sviluppatori hanno strutturato il software in modo che possa accumulare i dati anche offline: se il televisore è scollegato dal wi-fi, immagazzina i file localmente per poi inoltrarli non appena è ripristinato l’accesso al web.Monitoraggio ambientale e mappatura dei dispositivi domesticiLe verifiche tecniche hanno evidenziato un comportamento molto invasivo dei sistemi di bordo. Quando un utente utilizza i comandi vocali, la ricezione del microfono non si interrompe alla fine della richiesta, ma prosegue di nascosto per circa quindici secondi successivi, intercettando e archiviando qualunque frase o discorso pronunciato all’interno della stanza.Questo monitoraggio non si limita all’aspetto acustico. L’ecosistema software di questi televisori effettua ispezioni regolari sulla rete domestica per rilevare la presenza di altri apparecchi connessi, come telefoni cellulari, tablet o orologi digitali. Questa mappatura automatica serve a delineare le abitudini e la composizione dell’intero nucleo familiare a fini commerciali. I flussi di informazioni raccolti finiscono direttamente nei database di LG Ad Solutions, la divisione aziendale deputata alla gestione delle inserzioni pubblicitarie mirate.216 million spy TVs, ACR, vulnerabilities, and the LG Smart TV problem: https://t.co/09eyT0FlcQ— GamersNexus (@GamersNexus) September 6, 2026 Un problema ricorrente che si trascina da oltre un decennioPer gli osservatori del settore tecnologico, quanto scoperto non rappresenta una novità assoluta, bensì la continuazione di una condotta già emersa in passato. Il produttore coreano era già finito al centro di dure polemiche nel 2013, quando un programmatore inglese dimostrò che le Smart TV del marchio inviavano ai server centrali i titoli dei file privati contenuti nelle memorie USB collegate e i dati sui canali visualizzati. Quella trasmissione occulta avveniva anche se l’utente aveva esplicitamente negato il consenso modificando le opzioni della privacy. All’epoca, la vicenda si chiuse con le scuse formali dell’azienda e il rilascio di un correttivo software.Se l’episodio di tredici anni fa si limitava al tracciamento dei titoli dei video guardati, l’evoluzione tecnologica odierna ha esteso l’intrusione alla sfera acustica ambientale e alla schedatura dei dispositivi personali dei residenti, amplificando la portata del problema.I rischi per la sicurezza, la privacy e i pareri degli espertiLe reazioni del mondo accademico e legale confermano la gravità della situazione. Paul Bernal, docente di diritto dell’informazione, ha spiegato sulle colonne del quotidiano britannico Times che i timori legati alle facoltà di ascolto di questi elettrodomestici erano noti da tempo e che uno scenario simile era ampiamente prevedibile, nonostante l’effetto sgradevole che può suscitare sui consumatori.A peggiorare il quadro complessivo intervengono anche i difetti di progettazione riscontrati nell’architettura del software. L’indagine ha infatti messo in luce diverse falle di sicurezza che potrebbero agevolare l’azione di criminali informatici, esponendo le mura domestiche al rischio di intrusioni e attacchi hacker esterni. Proteggere i nostri dati personaliPrima Ora 03.09.2026, 18:00